Quando guidare al buio è “un’impresa”

03/24/2016

Conosco Marco (è un nome di fantasia) da diversi anni. Quando mi ha contattato mi ha chiesto un aiuto perché riteneva che il suo “stile” fosse troppo spregiudicato.

Marco fa l’imprenditore e devo dire che gli riesce veramente bene: ha diverse società che operano in diversificati settori e, anche se non ha una preparazione specifica e non ha fatto l’università, ha un grande talento: quello per gli affari. La sua più grande dote è sempre stata quella di sapere mettere le persone giuste al posto giusto, saperle responsabilizzare, premiare o riprendere di fronte a successi o insuccessi. Questo gli ha fatto guadagnare la fama di uomo d’affari e molti vorrebbero essere suoi soci. Lui si ritiene uno squalo anche se, a detta di molti, è una persona corretta.

Tempo fa è andato in crisi perché voleva capire cosa lo spinge a volere sempre di più e la motivazione non è il denaro anche se non lo disdegna. Per questo mi ha cercato: per capire.

E un giorno Marco ha capito.

 

Oggi stiamo pranzando con calma insieme, mi racconta degli ultimi successi e dei suoi figli che si stanno laureando: uno vorrebbe lavorare con lui in una delle sue aziende. Lui vorrebbe che facesse quello che da giovane non è riuscito a fare: studiare all’estero. L’atmosfera, rispetto alle prime volte di qualche anno fa è pacata e, forse perché ha terminato il suo percorso con me, mi vede più che come un amico che come un consulente: ne sono contento.

Mi parla con serenità dei suoi nuovi investimenti e mi confessa che mi vorrebbe in qualche sua attività. Naturalmente mi lusinga.

 

Mentre finiamo il nostro pranzo mi lascio andare e gli racconto la mia esperienza con gli amici di “Guida al buio”. All’inizio non mi pare molto interessato. Gli parlo apertamente della mia esperienza personale, di quando ho provato a salire bendato sull’auto e a guidare senza nessun punto di riferimento, alla cieca nel vero senso della parola. Posso parlare liberamente con Marco, senza barriere e quindi esternargli anche le mie emozioni. Poi, quasi volendo metterlo alla prova gli chiedo a bruciapelo: “Cosa vuol dire per te guidare un’auto bendato, guidare la buio?”.

 

Ho colpito nel segno: la domanda è intrigante soprattutto per lui abituato ad avere sempre il controllo della situazione, a prendere decisioni in ogni momento, soprattutto sapendo che dalle sue decisioni dipendono le vite professionali di altre persone, di intere famiglie, da lui dipende il loro futuro.

“Guidare al buio? È un’impresa! Un’impresa folle”. Poi ride della sua risposta. “Per me tutto è un’impresa, ma non ho mai guidato e non guido mai nessuna delle mie imprese al buio”.

 

È vero Marco sa cosa è un business plan, mastica di amministrazione, contabilità, marketing ecc., tutto imparato sul campo e la sua esperienza gli dice che non si può guidare un’impresa al buio. Ma c’è qualcosa in quel buio che lo attira: è il suo sesto senso per gli affari e la sua necessità di avere sempre nuove sfide da vincere.

 

“Voglio provare, devo provare questa guida al buio”. E se gli chiedo perché sorridendo mi risponde: “Perché se non avessi intuito e voglia di vincere oggi non farei l’imprenditore… e poi serve fortuna se no vai a sbattere”. Il paragone è calzante. Sorridiamo insieme.

 

La guida al buio insegna tante cose: e se per Marco è un modo per provare la sua capacità di avere intuito, dote indispensabile per guidare un’impresa direi che ha colto nel segno.

When driving in the dark is “a challenge”


I’ve known Mark (made-up name) for several years. When he contacted me he asked for my help because he believed that his "style" was too unscrupulous.

 

Marco is a business man and I have to say that he is very good at it: he has several companies operating in various sectors and, although he did not specifically train and didn’t go to university, he has a great talent: one for business. His greatest talent has always been knowing where to put the right people in the right place, knowing how to empower them, rewarding or recalling them depending on successes or failures. This has earned him the businessman fame and many would like to be his partners. He believes to be a shark even though, according to many, he is an honest person.

Long ago he had a crisis because he wanted to understand what drove him to want more and more and the motivation was not money. This is why he contacted me: to understand.

And one day Marco understood.

Today we're having lunch together, he tells me about his latest successes  and about his children who are graduating: one of his children would like to work with him in one of his companies. He would like his son to do what he didn’t do when he was young: to study abroad. The atmosphere, compared to when we first used to meet a few years ago, is quiet, perhaps because he  has terminated his path with me, he sees me more as a friend than as a consultant: this makes me happy.

He speaks with confidence of his new investments and confesses to me that he would like to involve me in some of his activities. Of course I flatter.

As we finish our lunch I let myself go and tell him about my experience with my friends of "Driving in the dark ". At first he doesn’t seem very interested. I talk openly about my personal experience, when I tried to get into the car  blindfolded and drove without any reference point, blindly in the true sense of the word. I can speak freely with Marco, without barriers and therefore I can also express my emotions. Then, almost wanting to test him I asked him out of the blue: "What does it mean for you to drive a car blindfolded, driving the dark?".

 
I hit the point: the question is particularly intriguing for him accustomed to always being in control of the situation, making decisions all the time, especially knowing that his decisions depend on the professional lives of other people, whole families, their future depends on him.

 

 

 

"Driving in the dark? It’s a challenge! An insane challenge". Then he laughs at his answer. "For me everything is a challenge, but I've never driven and never drive any of my challenges in the dark".

It’s true Marco knows what a business plan is, he deals with administration, accounting, marketing etc., it was all learned on the field and his experience tells him that he cannot lead a challenge in the dark. But there is something in that darkness that draws him: it’s his sixth sense for business and his need to always have new challenges to overcome.

"I want to try, I have to try this Driving in the dark". And if I ask him why he replies with a smile: "Because I have the will to win in life and if I didn’t have it then I wouldn’t be a businessman today... and then you need to be lucky if not you will crash." The comparison is suitable. We smile together.

Driving in the dark teaches you many things: and if for Marco it’s a way to prove his ability to have insight, essential attributes to lead a challenge, I'd say he got it right.

Yesterday I tried it...


Yesterday I tried it and it was a unique experience that I recommend to everyone. It helps to understand many things in life... thank you

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